L’area di progetto si trova nella provincia di Frosinone ad ovest del paese di Paliano in località Sette Fontane. Il terreno pressochè pianeggiante si inserisce in un contesto a carattere prevalentemente agricolo. In questo contesto si innesta il nuovo complesso scolastico che ospiterà la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, nella volontà di assumere un ruolo rappresentativo dell’istruzione pubblica, ad elevate qualità tecniche e funzionali. L’architettura della scuola rifiuta l’eccentricità e l’in- dividualismo: essa richiede un linguaggio semplice, razionale ed intellegibile.
L’architettura della scuola promette durata e non accetta forme provvisorie ed effimere: riceve dal tempo la sua identità, garantendo resistenza e longevità. L’architettura della scuola è durevole proprio perché di tutti. La scuola è chiamata a realizzare comunità partecipate da genitori, studenti ed asso- ciazioni del territorio. Da un lato il progetto cerca l’integrazione con il tessuto circostante ma allo stesso tempo l’edificio si presenta come una costruzione con un proprio carattere fatta di elementi semplici e correnti che possono essere facilmente riconosciuti e appartenere alla memoria collettiva degli alunni e del luogo. La scuola diventa un “edificio della società” in cui gli spazi collettivi sono molto importanti. In primo luogo, nello schema generale: tutti gli spazi sono raccolti attorno ad una piazza centrale, me- moria dei chiostri monastici ( rif. foto 01 - nella memoria comune sono i luoghi di conservazione della conoscenza passata), che permette agli alunni di affacciarsi verso lo spazio comune a verde che a seconda delle esigenze si presta ad ospitare una pluralità di attività ed eventi.
Nell’approccio all’architettura di Costantino Dardi (rif. foto 02), si evidenzia la capacità delle sue strut- ture primarie di essere collocate nel paesaggio, nella città, nelle rovine dell’archeologia, all’interno di spazi espositivi, come “azioni ambientali” che si inseriscono, ogni volta, in un’istantanea, opera e luo- go, arte e spazio, città e natura.
Le tessiture spaziali, misurate e delicate, l’esprit de geometrie, la luce, le relazioni contestuali, i vo- lumi puri e le configurazioni che, di volta in volta, interpretano criticamente, per affinità e differenze, paesaggi, città, interni. L’idea di flessibilità è il requisito dello spazio dell’innovazione didattica. L’aula è il luogo dell’erogazione frontale e, al contempo, lo spazio in grado di accogliere attività diversificate. La flessibilità dipende dalla potenziale trasformabilità degli elementi definenti lo spazio: si pensa quindi a diaframmi modulari, leggeri e facilmente riconfigurabili, tanto da liberare lo spazio adattandolo ad usi diversi.
Ho sempre posto grande attenzione ai dettagli, curando con particolare dedizione il rapporto con i clienti e assicurando che le loro esigenze e input iniziali restassero il cuore pulsante del progetto. La mia capacità di ascolto e mediazione, unita a una solida esperienza tecnica e organizzativa, mi ha permesso di costruire relazioni di fiducia e di guidare progetti complessi con successo.
Le Corbusier “...l'architettura è il gioco sapiente corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce”



